Il progetto della scuola BKO di Essen
La cultura della memoria è uno dei temi che ci stanno particolarmente a cuore. La mostra “Per non dimenticare” è, a nostro avviso, un progetto molto interessante. Da un lato, perché si tratta di materiale elaborato da studenti sulla base di una loro visita a Sant’Anna di Stazzema e rappresenta quindi una riflessione vissuta in prima persona dai giovani. Non è un libro di storia a essere in primo piano, bensì il contatto diretto con il luogo dei fatti. E gli studenti riescono egregiamente a scomporre questa storia in modo tale da renderla tangibile, da farla arrivare al cuore.
La mostra realizzata dagli studenti è stata tradotta in italiano nel 2025 ed è già stata esposta in molti luoghi qui in Toscana, tra cui anche una volta a Prato. Abbiamo fatto realizzare una versione più compatta dei pannelli illustrativi per poterli presentare più facilmente nelle scuole e abbiamo acquistato anche gli appositi supporti.
Qui un piccolo video che illustra la mostra>>>
Ringraziamo il Consolato Generale di Germania a Milano per il gentile sostegno.
Di cosa tratta la mostra?
Non lontano da Prato si verificò uno dei più gravi crimini di guerra commessi in Italia durante la Seconda Guerra Mondiale. Il 12 agosto 1944 a Sant’Anna di Stazzema, un paese toscano.
Al mattino il villaggio, che in realtà si trovava in una “zona bianca”, fu preso d’assalto dai soldati delle SS e i civili furono brutalmente massacrati. A seguito delle distruzioni subite dal paese, anche l’organo della chiesa è stato gravemente danneggiato. Ciò perché i soldati sospettavano che dietro l’organo si nascondesse qualcuno.
Con ogni probabilità, era stato suonato per l’ultima volta circa due settimane prima, in occasione del battesimo della vittima più giovane, della piccola Anna Pardini, di appena venti giorni.
In totale, nel massacro di Sant’Anna di Stazzema persero la vita 560 persone, tra cui molte donne, anziani e 132 bambini al di sotto di 16 anni..
Oggi, con il Memoriale del Parco Nazionale della Pace, il Museo Storico della Resistenza e il nuovo organo nella chiesa, il luogo è diventato uno spazio di riflessione e memoria. Ma ci è voluto molto tempo perché ciò avvenisse.
Nel 2010 un processo a Stoccarda fù archiviato quindi nessun responsabile fù mai punito.
Solo nel 1994, nel corso del processo a Priebke, fu rinvenuto per caso, nei sotterranei di Palazzo Cesi – sede della Procura Militare di Roma – il cosiddetto «armadio della vergogna». Al suo interno erano conservati documenti degli Alleati che permisero di identificare i responsabili del massacro. A seguito di ciò, nel 2004 ebbe inizio a La Spezia un processo in cui dieci ufficiali delle SS furono condannati all'ergastolo.
Questo evento è quindi rimasto a lungo quasi nell’oblio, prima che venissero intraprese iniziative per riportare alla luce la storia del massacro.
L'obiettivo
In questo spirito, gli studenti del Berufskolleg Ost di Essen hanno allestito, nell’ambito della loro formazione duale come operatori dei media, la mostra «Per non dimenticare – Il massacro di Sant’Anna di Stazzema». Questo progetto è nato in stretta collaborazione con i musicisti Maren e Horst Westermann, ideatori dell`iniziativa benefica "Un organo per Sant`Anna", dopo l`inaugurazione dell nuovo organo 2007 fondatori dell`associazione "amici dell`organo della pace" ed entrambi cittadini onorari del Comune di Stazzema.
La mostra si svolge all’insegna del motto «da studenti per studenti». L’obiettivo è rendere accessibile ai giovani la conoscenza della storia locale. Gli studenti di Essen hanno approfondito il tema, hanno intrapreso un viaggio nel villaggio, hanno ideato la mostra e l’hanno conclusa con una presentazione. Ora questa mostra vuole sensibilizzare altri giovani e stimolarli a riflettere. Le classi scolastiche sono calorosamente invitate a visitare la mostra, che verrà proposta anche in diverse scuole italiane.
L’obiettivo, come suggerisce il nome stesso della mostra, è quello di stimolare i giovani a ricordare anziché dimenticare. Perché un massacro del genere non dovrebbe mai più ripetersi. La mostra vuole trasmettere il messaggio che gli esseri umani sono capaci di compiere azioni terribili e che dobbiamo assolutamente evitarle. E per farlo occorre soprattutto una cosa: l’umanità. Quella che, il 12 agosto 1944, sembrava essere scomparsa.
Relazioni tra Italia e Germania
La Germania si impegna anche a livello diplomatico per riconoscere e commemorare questo crimine di guerra. Nel 2013, ad esempio, il presidente federale tedesco Gauck ha visitato Sant’Anna di Stazzama insieme al presidente italiano Giorgio Napolitano. Inoltre, i due sopravvissuti Enio Mancini ed Enrico Pieri sono stati insigniti della Croce al Merito della Repubblica Federale Tedesca. In qualità di istituto culturale italo-tedesco, riteniamo importante, in questo contesto, sensibilizzare anche le giovani generazioni, al fine di coltivare e mantenere anche in futuro le relazioni italo-tedesche.
Venite alla nostra mostra!
La mostra intende offrire uno sguardo sulla storia e lo sviluppo della località di Sant’Anna di Stazzema. L’obiettivo è quello di rielaborare il triste passato in modo positivo insieme ai giovani.
Saremmo molto lieti di poter mostrare la mostra al maggior numero possibile di studenti!



