Teatro Danza


Mercoledì 13.11.2019 - ore 21.15 - Centro Pecci, Viale della Repubblica 277, Prato
Ingresso gratuito previa prenotazione (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.)

L'Associazione NATYA GIOIA
organizza lezioni e seminari di studio nazionali e internazionali con professionisti di rilievo, incontri culturali, serate a tema, spettacoli e animazioni. L'idea è quella di combinare alcuni elementi teatrali, con la danza orientale costruendo una storia che rende la rappresentazione più ricca ed emozionante.

Presenteranno il loro teatro Danza “Jukeboxes all’idrogeno: Sguardi di donne oltre la guerra” in occasione della nostra rassegna di eventi 1989.

Patrizia Pacini, la direttrice di NATYA GIOIA, ha iniziato l'insegnamento della Danza Rasq Sharqi nei primi anni '90 dopo essersi formata presso la HILAL SCHOOL di Londra. In seguito ha studiato e collaborato con altre insegnanti e in particolare con Liza Wedgwoog.

Patrizia scrive: “
Da bambina ho avuto la fortuna di avere un padre e una madre che mi hanno raccontato la vita.

Mio padre mi incantava con i racconti di storie fantastiche (erano novelle tramandate oralmente da generazione in generazione ).

Mia madre invece mi raccontava storie vere e li il mio incanto si fermava ad osservare un mondo reale:  la seconda guerra mondiale, dove i protagonisti erano proprio loro, la mia mamma bambina e i miei nonni.

Tra il reale e il fantastico è nato questo spettacolo, uno spettacolo di impegno civile dove si mette in risalto come i MURI, innalzati con le guerre, servono solo a dividere gli esseri umani gli uni dagli altri, ma come ben sappiamo i sentimenti non si allontanano e riescono a trapassare i muri, in cerca del dialogo ,dell’amore e della libertà.”

Il progetto ideato e condotto da Patrizia Pacini è stato realizzato all’interno del laboratorio di teatro/danza del gruppo NATYA GIOIA, che ha lavorato prendendo a cuore ogni singolo momento e rendendo questi frammenti di storia, un racconto danzato sull’orrore della guerra visto con gli occhi dei bambini e delle donne che mettono al mondo i loro figli e gli difendono con coraggio a costo della propria vita.

L’uso delle bambole ci riporta ad un mondo fantastico innocente e spensierato, i volti mostruosi e semi distrutti delle maschere rappresentano a pieno l’altra faccia di noi : quella feroce.

“Jukeboxes all’idrogeno: Sguardi di donne oltre la guerra “ si conclude con un messaggio chiaro: Non abbiamo scampo se non prendiamo coscienza!

Il canto di bella ciao ci riporta alla memoria il nostro recente passato che mia mamma mi ha raccontato da bambina per anni e che racconta ancora:

Una storia vera!


 

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